Itinerario nella provincia di Venezia

Venezia. Il Paradiso di Tintoretto

Le tappe dell’itinerario

L’immensa Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo Ducale era il cuore dell’antica Repubblica di Venezia, il luogo dove sedevano il Doge e i suoi consiglieri. Sopra la tribuna del doge un grande affresco del Guariento occupava tutta la parete. Ma nel dicembre 1577 il Palazzo Ducale subì un violento incendio che danneggiò le sale e distrusse la decorazione pittorica. La Repubblica avviò immediatamente i lavori di restauro (che condurranno le sale all’aspetto che hanno oggi) e formulò, per le decorazioni, un preciso programma iconografico che prevedeva, per la parete orientale, la realizzazione di un Paradiso. Decorare la parete principale della sala del Maggior Consiglio con un Paradiso, rappresentazione perfetta della gerarchia celeste, era un messaggio politico esplicito: il governo di Venezia è la replica terrena della perfezione del governo celeste. Venne bandito un concorso cui parteciparono i più famosi artisti dell’epoca. Risulterà alla fine vincitore Jacopo Robusti, più noto come il Tintoretto: egli realizzerà l’opera entro il 1592, con il decisivo aiuto del figlio Domenico. Il Paradiso di Tintoretto sarà la più grande tela del mondo, grazie ai suoi 25 metri di larghezza e 7 di altezza e, per le sue dimensioni colossali, verrà dipinta a pezzi.



Il cuore del dipinto è l’incontro in cielo tra la Madre e il Figlio, sostenuti in volo da una fitta schiera di cherubini e serafini. Gesù ha un nimbo di raggi luminosi sul capo e regge col braccio un globo trasparente, simbolo della sua signoria sul creato. La Madre Maria ha una corona di stelle sul capo e si rivolge al Figlio con una preghiera d’intercessione a favore di Venezia. L’arcangelo Gabriele arriva in volo e offre a Maria il giglio dell’annunciazione, simbolo di purezza. L’arcangelo Michele, da parte sua, offre invece a Gesù la bilancia della psicostasia, simbolo di giustizia. Appena al di sotto vediamo schierati i quattro evangelisti con i libri dei Vangeli in mano, affiancati dai simboli del tetramorfo: il primo evangelista è ovviamente San Marco, simbolo di Venezia, con il suo celebre leone; lo segue Luca, affiancato dal bue; viene poi Matteo con l’angelo e infine il giovane Giovanni con l’aquila.

Sulla destra sono poi schierati gli apostoli; il primo è San Paolo con il libro delle sue lettere e la spada del martirio al fianco; il secondo è Pietro, riconoscibile dalla grande chiave del regno dei cieli e dalla sua lettera; tra gli altri si riconoscono Bartolomeo con il coltello, Andrea con la croce e Giacomo con il bastone da pellegrino.

Un posto importante è occupato dai patriarchi e dagli uomini giusti dell’antico testamento: Adamo ed Eva, Abramo con il figlioletto Isacco, il re Davide che suona il salterio, Mosè con le tavole della legge e i corni di luce sul capo, Noè con il modellino dell’arca.

Sono poi riconoscibili i profeti con i libri aperti e i dottori della chiesa (Agostino, Gerolamo, Ambrogio, Gregorio) con i loro libri e le insegne del rango gerarchico ecclesiale. I martiri, uomini e donne, sono ritratti in gran numero con la palma nelle mani.

I beati rappresentati nel Paradiso di Tintoretto sono circa cinquecento.

Itinerari

Home -> Visioni dell’aldilà -> Itinerari -> Veneto -> Venezia

Visioni dell’aldilà

Percorsi apocalittici in Italia