Itinerario nella provincia di Chieti

Cieli sconvolti nell’Abruzzo citra

Le tappe dell’itinerario

La guerra tra il bene e il male nel cielo di Castel Frentano


Il viaggio artistico nella Frentania, dopo Lanciano, prosegue in direzione della Maiella. A Castel Frentano, nella chiesa dell’Assunta, ritroviamo il pittore teatino Donato Teodoro, cui si deve la decorazione nel 1727 della “scodella” della cupola. Con il naso all’insù osserviamo una scena molto movimentata. Tutto si sviluppa intorno alla figura barbuta di Dio, alto sopra le nubi e assiso sul globo: la sua signoria sul mondo è simboleggiata dallo scettro che porta in mano. Personaggio chiave della scena è Giuditta, la donna ebrea che nel racconto biblico riuscì a decapitare Oloferne, condottiero dell’esercito assiro, e a liberare così dall’assedio gli abitanti della sua città. L’intrepida Giuditta, accompagnata dalla sua ancella, esce dalle mura fortificate di Betulia ed esibisce il trofeo della testa decapitata di Oloferne, scatenando il panico tra gli assedianti assiri. «I comandanti dell'esercito assiro, si stracciarono i mantelli e rimasero terribilmente sconvolti nel loro animo; entro l'accampamento si elevarono altissime le loro grida e le urla di dolore. Tutti quelli che erano nelle tende, appena seppero dell'accaduto, restarono allibiti e furono presi da paura e terrore, e nessuno volle più restare a fianco dell'altro, ma tutti insieme, disperdendosi, fuggivano per ogni sentiero della pianura e della montagna». Il pittore ha reso la scena (narrata nei capitoli 14 e 15 del libro di Giuditta) con i volti sconvolti dei soldati appiedati e la disordinata fuga dei guerrieri a cavallo, che saltano con le loro bandiere le palizzate dell’accampamento. L’episodio vetero testamentario di Giuditta e della vittoria del popolo eletto contro i suoi nemici diventa però nell’interpretazione di Teodoro una potente metafora dell’apocalittica guerra del bene contro il male. La metafora è ispirata dalla presenza nel cielo frentano di angeli che brandiscono spade e si lanciano a capofitto sulle schiere nemiche. Essi sono guidati dall’arcangelo Michele che è impegnato nel titanico duello diretto con il suo grande Avversario. La scena evoca allora la potente visione del capitolo 19 dell’Apocalisse e delle milizie celesti in lotta contro la cavalleria infernale. «Vidi poi un angelo, in piedi di fronte al sole, nell'alto del cielo, e gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano: "Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei comandanti, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi".Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti, radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito».

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