Itinerario nella provincia di Viterbo

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Le tappe dell’itinerario

Montefiascone: l’incontro tra i vivi e i morti


Il tema della morte ha influenzato la cultura medievale in modo vistoso. E la predicazione morale ha fatto spesso leva sulla paura della morte per sollecitare cambiamenti di vita e comportamenti eticamente virtuosi. Un esempio curioso di questa concezione medievale della vita lo rintracciamo a Montefiascone, lungo la Via Francigena, l’itinerario principale che portava i romei dall’Europa e dall’Italia settentrionale a Roma, ad Petrum. Nella chiesa di San Flaviano i pellegrini antichi (e, ovviamente, anche i moderni) potevano meditare sull’affresco dell’incontro tra i vivi e i morti. Un gruppo di dame e cavalieri, vistosamente ed elegantemente abbigliati, segno di una condizione sociale nobilissima, sono colti durante una escursione in campagna. Alberi di varia foggia ed eleganza segnalano l’amenità del luogo. I cavalli, di diverso colore, attendono il ritorno dei cavalieri impegnati in una battuta di caccia. E’ ben visibile, infatti, un falcone sul pugno della dama. Ma ecco, inatteso, l’incontro sul sentiero con due angosciosi revenants. Due scheletri mobili e ciarlieri si fanno incontro agli esterrefatti cavalieri. Da una caverna che si apre sulla rupe soprastante, si affaccia sulla scena il santo eremita Macario. Egli spiega ai nobili mortali che la vita è breve e mostra loro la sorte che li attende. E li ammonisce a vita virtuosa. La morale della storia, una morale evidentemente di matrice monastica, è vergata su un cartiglio, a futura memoria anche di posteri altrettanto vagabondi e spensierati o di turisti troppo amanti dell’est est est.

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