Sentieri per lo spirito

Trekking per tutti nei luoghi della fede

Piemonte

Al Sacro Monte di Varallo Sesia

Quando nel secolo quindicesimo i giannizzeri turchi resero impraticabili ai pii pellegrini cristiani le vie di terra e di mare che davano accesso ai luoghi santi, Bernardino Caimi, un intraprendente frate francescano, di ritorno dalla Custodia di Terrasanta, pensò di riprodurre quei luoghi a casa sua e rievocarvi la vita e la passione di Cristo. Nel cuore della Valsesia, su un’altura che domina a 608 metri la città di Varallo, spuntò così una «Nuova Gerusalemme». Un percorso nel bosco collega oggi 45 cappelle, affrescate con 4000 figure e popolate da 800 statue a grandezza naturale, che ricreano i luoghi e le scene della Passione. Fu subito frequentato da fedeli che, sfuggendo così ai rischi di un lungo pellegrinaggio ormai insicuro, potevano comunque rivivere nel «gran teatro montano» i fatti del Vangelo con stupore e coinvolgimento emotivo. Oggi il Sacro Monte di Varallo, iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco e protetto da una Riserva naturale speciale istituita nel 1980 dalla Regione Piemonte, si propone come originalissimo e assolutamente imperdibile itinerario dello spirito.

Il percorso di avvicinamento al Sacro Monte può cominciare dall’elegante Oratorio rinascimentale della Madonna di Loreto, all’ingresso di Varallo. Le scene della vita di Maria e gli affollatissimi affreschi del Paradiso e dell’Inferno fanno da intenso preludio al nostro itinerario. Si traversa quindi Varallo lungo il Corso Roma, la Via Umberto e le anguste stradine del centro storico per giungere alla chiesa di Santa Maria delle Grazie e ammirarvi le 21 scene della vita di Cristo dipinte da Gaudenzio Ferrari nel 1513. Siamo ora pronti ad affrontare la pedonale in salita che idealmente rappresenta il percorso di ascesa al Calvario. Fiancheggiata da alcune cappelle, la via di salita risale la rupe e raggiunge la Porta Maggiore. Più facili alternative sono la spettacolare funivia che compie lo stesso percorso in due minuti o la strada che si diparte dalla Frazione Crosa e che conduce al parcheggio sul Monte.

La porta monumentale e le due statue di Bernardino Caimi e Gaudenzio Ferrari introducono alla prima parte del percorso pedonale, un tortuoso viale acciottolato immerso prima nella vegetazione del bosco e poi in un giardino rinascimentale all'italiana, con siepi di bosso accuratamente potate e dalle forme curiose. Le cappelle si concentrano sui diversi episodi biblici che vanno dal Peccato originale a Nazaret, a Betlemme e all’entrata di Gesù a Gerusalemme. La seconda parte, cui si accede dalla Porta Aurea, copre la sommità del Monte e ha forma della città gerosolomitana: i palazzi e i porticati, le due piazze del Tempio e del Tribunale. Le cappelle raccontano gli episodi svoltisi entro le mura di Gerusalemme: l’Ultima cena, la Crocifissione, la Sepoltura, la Risurrezione. La Basilica dell’Assunta, al centro del complesso sacro, rappresenta il punto d’arrivo ideale del pellegrino.

Le scene sono interpretate in modo verosimile dai personaggi-statue all'interno delle cappelle, in tutto simili a figure umane, con barbe e capelli veri, e sono enfatizzate dai colorati affreschi murali circostanti. Alcune cappelle presentano scene particolarmente efficaci per il loro effetto teatrale: il lussureggiante paradiso terrestre, esotico parco zoologico dove si mostra una moltitudine di animali diversi, e dove Adamo riceve da Eva la mela del peccato; lo scenografico e regale corteo a cavallo dei Magi, che indossano abiti sontuosi e sono accompagnati da paggi e scudieri; la terribile scena della strage dei bambini innocenti, popolata di feroci carnefici pugnalatori e di angosciate madri in fuga; le tentazioni di Gesù in un deserto repulsivo e selvaggio, attraversato da bestiacce inquietanti; la spettacolare tavola riccamente imbandita di cibi e bevande per l’ultima cena; l’orto degli ulivi con gli apostoli addormentati e Gesù in preghiera che suda sangue; la scenografica corte di palazzo, animata dai popolani che assistono alla triste esibizione dell’Ecce Homo sul balcone; la madre che mostra al proprio bimbo il corteo che sale al calvario e il Cristo che cade sotto il peso della croce, mentre la Veronica ne terge il volto con un velo; l’affollatissima scena della crocifissione e il commuovente abbraccio della Pietà. Al termine del percorso, la Basilica dell’Assunta continua a stupire con la sua grandiosa rappresentazione aerea del Paradiso nel quale spiccano 140 statue di santi e beati in terracotta policroma. Va ricordato che al Sacro Monte lavorarono nel corso dei secoli architetti, scultori e pittori di buona notorietà e fra i quali spicca il valsesiano Gaudenzio Ferrari. Né si dimentichi che quello di Varallo è il più antico dei sacri monti italiani, modello per gli altri complessi sorti in seguito lungo l’arco alpino a Orta, Domodossola, Varese, Ghiffa, Oropa, Belmonte, Crea e Ossuccio. Della progettazione dei Sacri Monti si occuparono perfino San Carlo Borromeo e un suo stretto collaboratore, Carlo Bascapè, vescovo della diocesi di Novara. Dopo il Concilio di Trento al Sacro Monte fu infatti affidata un’intensa funzione catechetica: quella di raccontare ai fedeli in modo diretto e molto coinvolgente il dramma della vita e della passione di Cristo.

Il Sacro Monte è un’esperienza di «pellegrinaggio spirituale». Per i cattolici della Controriforma la salita a questi calvari si articolava in una serie di esercizi meditativi che surrogavano mentalmente l’esperienza del pellegrinaggio. Più tardi questa forma di devozione avrebbe assunto il carattere standardizzato della Via Crucis, praticata largamente in Quaresima e durante la Settimana Santa: ancora oggi nella Via Crucis i fedeli rivivono in contemplazione e preghiera, lungo un percorso segnato da 14 stazioni, la Via Dolorosa percorsa da Cristo verso il Calvario.

Ma ha senso per i disincantati uomini del terzo millennio ricalcare antiche pietre e riesumare consumate immagini? Oggi che – per dirla con Péguy – l’interesse, l’egoismo, il calendario, la storia e il catechismo hanno congiurato e si sono coalizzati per rendere rituali e dunque abituali, tiepidi, ripetitivi, gli eventi della Settimana Santa, serve proporre ancora antiche devozioni, sia pur condite da natura rigogliosa e artisti smaglianti? Non resta che venire a Varallo, per tentare o ritentare. Bisogna però venirci non da turisti, ma con lo spirito del pellegrino in ricerca. Bisogna farsi provocare dalle domande giuste e cercare risposte vere, quelle del cuore. Salite al sacro Monte portandovi nello zainetto, un testo «provocatore». David Maria Turoldo è una buona proposta.

Ecco alcuni versi dal suo Prefazio a Pasqua:


«Io voglio sapere

se Cristo è mai stato creduto,

se l’evento è reale e presente,

se è venuto, e viene e verrà;

o sia appena un’invenzione

per un irreale giorno del Signore

di contro al cupo giorno dell’uomo.

Io voglio sapere

se veramente qualcuno crede

e come è possibile credere:

se almeno i fanciulli

  1. -avanti ogni cultura -

vedono ancora la faccia del Padre.

Io voglio sapere

quale sarà l’intelligenza

di un abitante della futura megapoli

quale il potere spirituale di resistere

se sopravviverà ancora l’amore,

se pure è mai esistito.

Io voglio sapere

se Cristo ha ancora un senso

chi ha fede ancora in un futuro».

Itinerario

Le mappe del Comune di Varallo e del Sacro Monte sono scaricabili dai siti del Comune di Varallo e dell’Agenzia turistica locale (Atl).

I tempi di visita sono in funzione dei trasporti utilizzati (treno/bus o auto). Il giro a piedi di Varallo, compresa la Cappella della Madonna di Loreto, può richiedere 2 ore. La salita al Sacro Monte sulla via pedonale richiede 20 minuti. L’itinerario delle Cappelle merita un percorso lento, attento e curioso. Programmare almeno tre ore. Il dislivello complessivo è di circa 150 m.

Note tecniche

In giro per il web

Il sito dedicato al Sacro Monte di Varallo Sesia

(www.sacromontedivarallo.it) contiene notizie storiche e artistiche sul complesso. Utile è anche la consultazione dei siti del Comune di Varallo

(www.comunevarallo.com) e della promozione turistica della Valsesia (www.atlvalsesiavercelli.it; www.imagoveritatis.it). Il Centro di documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei ha realizzato il portale dei Sacri Monti (www.sacrimonti.net) per offrire una Guida europea e un’informazione aggiornata su mostre, manifestazioni, convegni e pubblicazioni. Al suo interno è consultabile la Banca dati relativa a 1800 complessi devozionali europei.

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