Itinerario nella provincia di Cremona

Cremona. La spada della giustizia in San Michele Vetere

Le tappe dell’itinerario

La chiesa di San Michele Vetere ha una lunga storia che risale fino all’ottavo secolo e che conobbe una cesura con il terremoto del 1117. Fu per un periodo anche cattedrale di Cremona. Oggi presenta la classica facciata romanico-lombarda e la pianta basilicale a tre navate divise da due ordini di colonne. Al centro della chiesa uno scalone sale al presbiterio sopraelevato. Dietro l’altare si può ammirare il catino absidale con i resti di un affresco dell’inizio del Trecento, riscoperto nel 1909, dedicato al Giudizio universale.


La scena del Giudizio è occupata dalla grande figura del Giudice. Gesù siede sull’arcobaleno della nuova alleanza, all’interno della tradizionale mandorla. I suoi piedi sono poggiati su un cuscino e mostrano i fori dei chiodi della crocifissione. Il particolare originale dell’affresco è la lunga spada sguainata che il giudice impugna con la mano destra. La spada simbolizza la sentenza che il giudice emette secondo giustizia. Un simbolo derivato direttamente dal libro dell’Apocalisse, dove si dice che Dalla sua bocca usciva una spada appuntita a doppio taglio (1,16) e anche che Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti (19,13) e ancora Così parla colui che ha la spada affilata a due tagli (2,12).

Alcune parti dell’affresco sono perdute ma riusciamo ancora a distinguere alcuni degli angeli impegnati nel secondo avvento del Signore: un angelo mostra ai risorti gli strumenti della passione di Gesù e in particolare la croce; altri due angeli fanno risuonare le trombe che risvegliano i morti. La risurrezione dei morti è descritta in basso, a lato dei piedi di Gesù: il gruppo dei risorti visibile a destra indossa ancora i sudari della sepoltura e mostra nei volti un aspetto triste che fa immaginare la delusione per la sentenza negativa; a sinistra altri risorti sono ritratti in preghiera, che immaginiamo essere una preghiera di ringraziamento per l’esito positivo del Giudizio.

Nell’angolo inferiore sinistro vediamo Maria, la madre di Gesù, che precede la figura di un beato aureolato. Nell’angolo opposto vediamo il gruppo dei dannati: i gesti e i volti esprimono la costernazione per l’infausto destino; tra loro vediamo persone delle diverse categorie, un uomo di legge con un codice, un personaggio che si strappa le vesti (Caifa?), un violento con la spada, un vescovo mitrato, un religioso tonsurato.

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